martedì 29 gennaio 2008
IL PCL VERSO LE ELEZIONI
sabato 26 gennaio 2008
La teoria della selezione naturale e il materialismo
Il prof. Fiorenzo Facchini riconosce che “molti darwinisti sono credenti” (
In questa contraddizione stanno le ragioni dell’offensiva oscurantista di Benedetto XVI. Secondo metodi tradizionali ben noti, combattuti da Dante, da Machiavelli, da Galileo, da Leopardi e da Francesco De Sanctis, l’attuale pontefice romano si è posto, in Europa, a capo della crociata contro il darwinismo a sostegno invece del Disegno Intelligente – data, in Europa, l’impronibilità della sua versione volgare, il Creazionismo, diffusa negli stati centrali degli USA. Il Disegno Intelligente è sostenuto pure da Bush che, qualche hanno fa, dichiarò che il Disegno Intelligente deve essere insegnato nelle università. Quest’ideologia, che negli Usa ha il suo centro nel multimilionario Discovery Institute, non è che la riproposizione del vecchio finalismo combattuto da Democrito ed Epicureo e sostenuto da Platone e Aristotele. Il corrispettivo del finalismo nella fisica del microcosmo ed in cosmologia si chiama invece principio antropico. Il Disegno intelligente pretende di smentire la teoria della selezione con il solito argomento della complessità: una cellula ha strutture “irriducibilmente complesse”, e non può essere il frutto di una dinamica di pure forze materiali ma, appunto, del disegno intelligente e del suo Ideatore e Creatore che una volta volta creata la cellula lascia fare all’evoluzione. H. Allen Orr su Le scienze (ottobre 2005) risponde a Michael J. Behe, uno dei principali propagandisti del Discovery Institute, ricordando che per i biologi, cioè gli specialisti del settore, “ci sono diversi modi con cui l’evoluzione darwiniana può dar luogo a sistemi irriducibilmente complessi. Una possibilità è che le strutture elaborate possano evolvere per una funzione e poi essere cooptate per un’altra del tutto differente, e irriducibilmente complessa”. Questa è una via indiretta a strutture complesse. La via diretta è quella avanzata nel 1939 dal genetista H. J. Muller: “Supponiamo che una parte sia aggiunta a un sistema semplicemente perché ne migliora le prestazioni; in questa fase non è essenziale per il suo funzionamento. Ma, poiché la parte aggiunta sarà presente durante le successive evoluzioni, da vantaggiosa potrebbe diventare essenziale. Con il ripetersi del processo sempre più parti, un tempo utili, diventano necessarie”.
H. Allen Orr ha concluso il suo articolo sottolineando che “ che i biologi non sono allarmati dall’arrivo dell’intelligent design perché hanno giurato fedeltà all’ateismo materialista, sono allarmati perché l’intelligent design è spazzatura scientifica”. Per questo motivo sia Stephen J. Gould che Niles Eldredge, i paleontologi e teorici della teoria degli equilibri punteggiati hanno sempre rifiutato di partecipare a dibattiti con i sostenitori del Disegno Intelligente. E chiesero agli altri scienziati di fare altrettanto. Per quanto riguarda lo sviluppo dal semplice al complesso, il prof. Facchini “ non ha nulla da eccepire sull’affermazione secondo cui le specie attuali discendono da forme più elementari, meno complesse” . Ma per il darwinismo lo stato attuale delle specie è il risultato di una storia molto più articolata e ricca di variabili interagenti di un lineare dal semplice al complesso. “Non nego – scriveva Gould nel 1994- che l’aumento della complessità sia un dato reale, ma sostengo che il nostro desiderio di vedere la storia come una progressione e gli esseri umani come organismi destinato al predominio ha distorto grossolanamente la nostra interpretazione, inducendoci a porre in posizione privilegiata un fenomeno di importanza relativamente secondaria, avvenuto solo come conseguenza di particolari vincoli iniziali. L’aspetto più saliente della storia biologica è la stabilità del modo di vita batterico, dalle prime testimonianze fossili fino ad oggi e, quasi certamente, anche per tutto il futuro della Terra. La nostra è in realtà <l’età dei batteri>, com’era all’inizio e come sarà sempre”.
Ciò che balza agli occhi nella storia della vita è la sua contingenza contrassegnata da cinque eventi catastrofici i uno spazio di tempo che va da 440 milioni di anni fa ( Ordoviciano superiore) a 65 milioni di anni fa , l’estinzione dei dinosauri ( al confine Cretaceo-Terziario). Nella terza catastrofe, quella alla fine del Permiano ( 245 milioni di anni fa), sparì il 90% delle specie presenti negli oceani, sulla terra i due terzi delle famiglie dei rettili e degli anfibi e il 30% degli insetti “ fu questa la sola estinzione di massa che essi abbiano mai subito” ( Douglas H. Erwin). Inoltre l’espansione dei mammiferi, sulle terre emerse, ha avuto come condizione l’estinzione dei dinosauri. In proposito Gould ipotizzò che i mammiferi, su cui i dinosauri prevalsero per un centinaio di anni, sopravissero alla catastrofe che eliminò i loro oppressori perché erano di piccole dimensioni mentre gli altri erano di grandi dimensioni. Ma gli individui di piccole dimensioni tendono ad essere più numerosi di quelli di taglia più grande. I mammiferi sopravissero alla catastrofe perché erano più numerosi dei dinosauri. “Ma perché i mammiferi erano piccoli? Non già perché sapevano che una cometa avrebbe colpito la terra dopo dieci milioni di anni e che ciò sarebbe tornato loro utile! Semmai, essi erano piccoli per una ragione negativa: e cioè perché i dinosauri avevano avuto la meglio su di loro in tutti i tipi di competizione per l’ingresso nello spazio ecologico di grande taglia. In questo esempio quindi i mammiferi sarebbero sopravissuti come conseguenza di una caratteristica negativa rispetto al predominio dei dinosauri. E la storia della vita è piena di esempi come questa”.
Di fronte alla storia dell’evoluzione della vita nel quadro dell’evoluzione geologica del pianeta il Disegno Intelligente non sembra proprio intelligente. Se un ingegnere progettasse una macchina con un disegno la cui tortuosità è tale quale la storia della vita sulla terra, con gli sprechi di materiale che ne deriverebbero qualora si passasse alla realizzazione, non solo non vincerebbe alcun concorso ma gli consiglierebbero la visita di uno psichiatra.
Ipocritamente il Consiglio d’Europa nel documento n. 11297-8 giugno 2007, I pericoli del creazionismo nell’educazione, denuncia l’ideologia del Disegno Intelligente:
“La teoria del ‘Disegno Intelligente’, che è l’ultima, più perfezionata versione del creazionismo, non nega un certo grado dell’evoluzione ma afferma ché opera di un’intelligenza superiore e non della selezione naturale. Sebbene più sottile nella sua presentazione, la dottrina del disegno intelligente non è meno pericolosa”(A7, B 93). Denunciamo questo falso paladino della scienza perché la sua politica economica crea le condizioni sociali e culturali per il proliferare di questa spazzatura ideologica. La distruzione della scuola ed università pubbliche ed il degrado culturale che ne deriva favoriscono il misticismo che offusca la mente e rende insicuri gli individui. Battere l’offensiva dei papisti è un imperativo per tutto il movimento operaio rivoluzionario.
Gian Franco Camboni – Direzione nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori
domenica 20 gennaio 2008
Comunicato stampa su contratto metalmeccanici di Marco Ferrando e Franco Grisolia (Partito Comunista dei Lavoratori).
Un accordo negativo dopo una lotta di grande significato
Il Partito comunista dei lavoratori esprime un giudizio negativo sull’accordo siglato per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.
Dopo una lotta di grande significato, intrecciatasi con la reazione di sdegno per la strage alla Thyssen-Krupp, i metalmeccanici non ottengono, con l’ipotesi di accordo raggiunto, un risultato positivo.
L’aumento reale rispetto ai 24 mesi è di 97 euro lordi medi, cioè meno della proposta padronale di 100 euro giudicata inaccettabile dalla stessa delegazione sindacale pochi giorni fa. In cambio di tale miseria si cede sull’allungamento del periodo contrattuale (30 mesi) e sull’aumento, invece della necessaria riduzione, delle flessibilità.
Tutti affermano a parole che i salari sono troppo bassi (le analisi statistiche dicono che i lavoratori hanno perso nell’ultima fase in termini reali in media 1900 euro annui) e le flessibilità da "governare" e ridurre. Poi si continua a perdere sia sul salario che sulle flessibilità.
La responsabilità primaria ricade sulle direzioni burocratiche delle grandi organizzazioni sindacali che con la politica della concertazione hanno accettato tutto ciò, anche in nome degli equilibri politici e di governo.
Il PCL rilancia quindi con forza la sua indicazione della necessità che tutto il mondo del lavoro si unisca in una grande vertenza generale intercategoriale e generalizzata ai disoccupati e giovani per un forte recupero salariale, l’abolizione delle leggi di precarizzazione (legge Biagi ma anche pacchetto Treu) con la trasformazione in contratto a tempo indeterminato di tutti i contratti precari, un salario minimo garantito di almeno 1200 euro netti, un salario ai disoccupati pari all’80% del salario precedente o del salario minimo, etc.
Nei prossimi giorni gli iscritti e sostenitori del PCL nella fabbriche metalmeccaniche, della FIOM come dei sindacati di base, si mobiliteranno ovunque per un massiccio voto no all’ipotesi di accordo.
Marco Ferrando (portavoce)
Franco Grisolia (responsabile sindacale)
Partito Comunista dei Lavoratori
mercoledì 16 gennaio 2008
Dalla Sapienza per una mobilitazione nazionale anticlericale
COMUNICATO STAMPA DI MARCO FERRANDO
Portavoce naz. del Partito Comunista dei Lavoratori
L’annullamento della visita del Papa all’università di Roma è un successo dell’iniziativa studentesca. Nonostante la clamorosa latitanza di tutte le sinistre di governo, una mobilitazione dal basso, determinata e radicale, ha imposto una battuta d’arresto all’invadenza clericale e al papismo veltroniano. Era ora.
Adesso è necessario allargare la mobilitazione.
2) la fine della scandalosa esenzione fiscale dei beni ecclesiastici, riproposto con voto bipartisan nella finanziaria 2008;
3) l’esproprio delle grandi proprietà della chiesa per una loro destinazione ad uso sociale.
Sono rivendicazioni giuste, popolari, potenzialmente maggioritarie nella società italiana. Richiedono semplicemente una sinistra vera che abbia il coraggio di impugnarle, rompendo con il Pd di Veltroni e Binetti.
domenica 13 gennaio 2008
CONTRO LA DEMAGOGIA POPULISTA E REAZIONARIA DI GIANNI GIOVANNELLI E DELLE DESTRE
Il PCL è altresì solidale con la lotta delle popolazioni campane contro lo scempio dei rifiuti provocato dalla borghesia e dalla camorra, tra loro strettamente collegati da una fitta rete di rapporti affaristici, con la complicità delle giunte colluse e corrotte sia di centrodestra che di centrosinistra. Il presidente-padrone Soru (e insieme a lui i suoi servi come la presidente della provincia Pietrina Murrighile), accettando rifiuti provenienti dalla Campania, contribuisce ad offuscare le responsabilità di Bassolino e della sua giunta nella criminale gestione dei rifiuti.
L’emergenza in Campania non rappresenta altro che il tornaconto del sistema capitalistico in decadenza: non solo questo sistema sfrutta i lavoratori per i profitti di un pugno di industriali e banchieri, ma rappresenta un ostacolo oggettivo allo sviluppo della società e alla salvaguardia dell’ambiente. La questione della “mondezza”, nel napoletano e ovunque, non trova altra soluzione che il controllo operaio e popolare sulla gestione dei rifiuti, strappandolo alla camorra e al manipolo di sfruttatori che devasta l’ambiente e la salute delle popolazioni, in un regime di raccolta differenziata e di adozione delle tecniche scientifiche più moderne per lo smaltimento, quali il trattamento meccanico-biologico (TMB).
Non bisogna lasciarsi ingannare dai parolai del centrodestra che non fiatavano quando il governo Berlusconi voleva portare in Sardegna le scorie nucleari; le eventuali mobilitazioni contro l’approdo dei rifiuti ad Olbia dovranno assumere un carattere nettamente antifascista e contrario ai demagoghi alla Giovannelli. In questo senso facciamo appello alle organizzazioni del movimento operaio, della sinistra e democratiche ad opporsi ad eventuali sbarchi di rifiuti e a contrastare con ogni sforzo tutte le destre.
Partito Comunista dei Lavoratori –Sezione di Olbia
13/01/08
Comunicato stampa Partito Comunista dei Lavoratori Sardegna
Il PCL Sardegna si oppone all’ incenerimento e allo smaltimento in discarica dei rifiuti a prescindere dalla loro provenienza, in quanto pratica dannosa per l’ ambiente e per le popolazioni che vivono a ridosso di questo tipo di impianti.
La decisione di Soru come di altri presidenti di Regione, di accogliere i rifiuti campani, mira a nascondere le responsabilità delle giunte di Bassolino e Rosa Russo Iervolino sul problema della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, mascherando il tutto con la scusa della solidarietà nei confronti delle popolazioni coinvolte nella grave emergenza Campana.
Per questi motivi il PCL Sardegna esprime solidarietà alle popolazioni del Napoletano che in questi giorni hanno intensificato la loro giusta rivendicazione a vivere in salute ed in un territorio non inquinato, condanna la decisione di Soru di bruciare i rifiuti Campani nell’ inceneritore del TecnoCasic a Macchiareddu e di stoccarli nelle discariche di Ozieri , Villacidro o di qualunque altro comune dell’ isola.
L’ unica strada da seguire è quella della unione delle lotte in un unico progetto generale anticapitalistico, perché il capitalismo ha sempre assunto la natura come pura merce, entro la logica cieca del profitto, solo la riconquista del controllo sociale sull’ economia, sulla scienza, sulla tecnica, sulla produzione ed i suoi fini, in funzione della specie umana e quindi del suo ambiente di vita può disinnescare la bomba ecologica alimentata ogni giorno dal capitalismo, ripristinando l’ equilibrio tra produzione e natura.
Il PCL rivendica in primo luogo:
La nazionalizzazione senza indennizzo, sotto controllo operaio delle imprese inquinanti ai fini delle loro riconversioni, vedi fra tutte S.A.R.A.S. s.p.a. e Portovesme s.r.l.
L’ investimento concentrato di risorse, sotto controllo sociale e a spese dei profitti, in un sistema pubblico organizzato di raccolta differenziata dei rifiuti.
La riconduzione sotto controllo sociale e pubblico del sistema di smaltimento dei rifiuti, con la conversione degli impianti di incenerimento in impianti di trattamento a freddo o di dissociazione molecolare dei rifiuti.