domenica 22 luglio 2007

Via i padroni! Nazionalizzazione della Palmera sotto controllo operaio!

Per un coordinamento regionale dei lavoratori delle fabbriche in crisi
Per la nazionalizzazione sotto controllo operaio


La sezione olbiese del movimento costitutivo del Partito comunista dei Lavoratori esprime la massima solidarietà e il massimo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Palmera in crisi e alla loro lotta. Il nostro partito denuncia le responsabilità del padronato nella crisi e il carattere concertativo e collaborazionista dei sindacati confederali.
Dopo aver fatto perdere il posto di lavoro alla metà dei lavoratori dell’azienda nel corso degli anni, i padroni hanno deciso di sferrare il colpo di grazia: la chiusura della fabbrica, con la perdita del posto di lavoro per gli operai e i lavoratori dell’azienda, e la dislocazione della produzione in un altro luogo.
In Sardegna sono innumerevoli le fabbriche in crisi che mettono in cassintegrazione e licenzano e i cui lavoratori sono in procinto di essere vergognosamente mandati a casa senza lavoro. Dopo mesi di lotta, infatti, ha deciso di chiudere anche la Legler, con la perdita del posto di lavoro di 360 operai. Le burocrazie sindacali concertative si dimostrano incapaci di affrontare la situazione e giungono a compromessi a ribasso con i padroni, non unificando e quindi indebolendo le lotte dei lavoratori, com’è successo fino ad ora.
L’isolamento nella lotta produce nella maggior parte dei casi solo sconfitte per i lavoratori, come d’altronde dimostrano i fatti degli ultimi tempi; perciò è necessario promuovere da subito, come obiettivo immediato, un coordinamento regionale dei lavoratori delle fabbriche in crisi su una piattaforma unificante che abbia come capisaldi l’autorganizzazione democratica dei lavoratori, la determinazione nella lotta e la soluzione della crisi nella nazionalizzazione sotto controllo operaio delle fabbriche in crisi, senza alcun indennizzo ai padroni, l’unica soluzione in grado di salvaguardare l’occupazione e salvare i lavoratori dalla perdita del posto di lavoro. Esso non è che il primo passo verso l’unificazione di tutte le lotte a livello nazionale. Come militanti del Partito Comunista dei Lavoratori ci impegneremo a portare questa istanza nei luoghi di lavoro e all’interno della Cgil e nei sindacati di base, sviluppando soprattutto nel primo una forte battaglia per porre fine alla concertazione da parte delle burocrazie riformiste.
Indicando nella lotta il mezzo per portare avanti le richieste degli operai, rivendichiamo:

· L’IMMEDIATA ISTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO DEI LAVORATORI DELLE FABBRICHE IN CRISI, AUTORGANIZZATO DAI LAVORATORI STESSI

· LA FINE DELLE POLITICHE CONCERTATIVE E DEI COMPROMESSI A RIBASSO PER GLI OPERAI

· LA NAZIONALIZZAZIONE SOTTO CONTROLLO OPERAIO E SENZA INDENNIZZO AI PADRONI DELLA PALMERA E DI TUTTE LE AZIENDE IN CRISI E CHE LICENZIANO, L’UNICA SOLUZIONE CHE SALVAGUARDI IL POSTO DI LAVORO.

4 commenti:

Teseo ha detto...

mmm,sono anch'io molto triste per la chiusura della Palmera e la fregatura che i dirigenti della Legler hanno rifilato ai lavoratori.
Il fallimento di queste due aziende può essere attribuito sia all'incompetenza della dirigenza aziendale sia all'esposizione eccessiva ai debiti contratti con le banche, ma.......siamo davvero sicuri che la nazionalizzazione sia la soluzione migliore? non sarebbe meglio trasformare le due aziende in cooperative gestite dagli stessi operai, tenendo conto che questi devono fronteggiare la concorrenza internazionale?

Antonio ha detto...

Noi innanzitutto nell'immediato proponiamo l'urgente occupazione della fabbrica da parte degli operai. Infatti i padroni si sono pesantemente indebitati con le banche, le quali avendo posto l'ipoteca sui terreni, le venderanno al miglior speculatore immobiliarista, e se gli operai non occupano la fabbrica rimarranno fregati. Proponiamo la nazionalizzazione sotto controllo operaio perchè il modello cooperativistico porterebbe l'azienda ad una direzione come quella precedente. Di fatto le cooperative si trasformano in aziende borghesi che sfruttano il lavoro altrui. La nazionalizzazione sotto controllo operaio garantirebbe l'occupazione per tutti i lavoratori cassintegrati, una nuova gestione democratica da parte dei lavoratori, e preserverebbe i lavoratori stessi dal pagare i debiti del padrone, superando le normali forme di gestione aziendale. Giovedì andremo davanti alla fabbrica per portare le nostre parole d'ordine e a distribuire i nostri volantini. Spero di essere stato chiaro e di aver soddisfatto il tuo quesito.
Antonio (mPCL Olbia)

Teseo ha detto...

scusa compagno ma ancora la questione non mi � chiara: per nazionalizzazione intendi dire che le due aziende dovrebbero diventare statali? e in quel caso, la gestione spetterebbe agli operai?
non tutte le cooperative sono diventate aziende che mirano unicamente al profitto, se in una cooperativa si mantiene la democrazia la dirigenza � sempre sotto il controllo operaio ( ovvero, l'esatto contrario dell'UNIPOL )
sono contrario all'occupazione delle fabbriche, � una questione che dev'essere decisa dagli stessi operai, non da voi

Antonio ha detto...

La nostra proposta è della nazionalizzazione sotto controllo operaio e senza indennizzo ai padroni: cioè, la Palmera, la legler e tutte le aziende in crisi e che licenziano devono essere nazionalizzate e diventare fornitori privilegiati dello stato. Il controllo sulla produzione, però, dev'essere sotto il controllo dei lavoratori, e gli operai devono rifitarsi di pagare i debiti che l'azienda ha accumulato sotto la gestione del padrone. Una cooperativa non può mai diventare fornitore privilegiato dello stato e non può rifiutarsi di pagare i debiti del precedente padrone e, di conseguenza, tende a "imborghesirsi", cioè a trasformarsi in una normale azienda capitalisa. Le cooperative avranno una funzione molto importante nella fase di transizione al comunismo, fra la piccola proprietà che deciderà di diventare proprietà comune (perchè più vantaggiosa) attraverso questo modello economico. Giovedeì, nel volantinaggio alla Palmera abbiamo trovato molti operai che si dimostravano inizialmente daccordo con la proposta dell'occupazione. Ma trovavano a ciò un limite nei loro sindacati confederali, i veri "pompieri" delle lotte. Ti invito a visitare il sito http://www.progettocomunista.it/05-03MR1ArgentinaGestioneOperaia.htm dove puoi trovare un documento dell'assemblea nazionale dei lavoratori argentina, proprio su questo tema.
Saluti